08/01/2010 - Ultimi post
Rosarno. Tutta colpa della tolleranza.
Ha ragione Maroni. La situazione che si è sviluppata nelle ultime ventiquattrore a Rosarno è frutto di un'eccessiva tolleranza.
Troppa tolleranza nei confronti della schiavitù di ieri e di oggi. Troppa tolleranza per le condizioni disumane in cui migliaia di clandestini neri vivevano ai bordi della civiltà per raccogliere, alla bisogna, agrumi, pomodori o altri frutti del nostro consumismo. Troppa tolleranza nei confronti dei "giochi innocenti" di ragazzi che sostituiscono la play station con fucili ad aria compressa o combustibili di vario genere per sfogare la propria esuberanza verso ciò che non capiscono, e dunque non rispettano (barboni ai lati delle strade o neri in cisterne-dormitori non fa grande differenza).
Ha ragione Maroni. Dovremmo rinchiuderci tutti nel nostro bunker e difendere con le unghie e con i denti (aiutandoci con le armi, quando servono) quanto siamo riusciti ad accumulare nella nostra rincorsa forsennata al benessere capitalistico.
Continuando a non pensare che, quando apriamo il frigo per mangiare distrattamente una clementina, sulla buccia ruvida ci sono le tracce del sudore e della sofferenza di altri esseri viventi. Uguali a noi. Con i nostri stessi diritti.
Continuando a non pensare che quelle stesse bucce vanno a finire nell'immondizia con gli avanzi dei nostri pasti (dal pane a tutto il resto) che potrebbero salvare, se solo le regole economiche fossero meno assurde, molte vite umane.
Continuando, soprattutto, a tacciare di ignoranza e qualunquismo (o, addirittura, demagogia fine a se stessa) tutti coloro che vorrebbero davvero un altro mondo. Altre regole. Altro vivere civile.
Ha ragione Maroni. Chi ha chiesto a questi immigrati sporchi, irrispettosi, privi di regole e di cultura, che neppure sanno parlare la nostra lingua, di venire nel nostro Belpaese a vivere della nostra elemosina, e addirittura di permettersi di ribellarsi?
Tra poco più di un'ora sarei dovuta essere a Rosarno. A parlare di ius sanguinis.
Strane davvero, le coincidenze della vita. A voler credere alle coincidenze, almeno.
Tra un'ora sarò ancora circondata dal mio benessere, dal mio riscaldamento, dai miei abiti puliti, dalla mia cucina piena di alimenti, dalla mia macchina, dal mio computer, dalla mia televisione, sulla quale continueranno a scorrere le immagini di strade violentate dal loro passaggio, di macchine distrutte e cassonetti dell'immondizia ribaltati dal passaggio di queste nuove orde di barbari che tanto hanno fatto indignare alcuni rosarnesi.
Alcuni. Altri, li ho sentiti per telefono nel corso di questa strana giornata, vanno oltre le parole di Maroni. Vanno oltre la frase che rimbalza sui media nazionali, e che suona più o meno così: "dopo tutto quello che abbiamo fatto per loro". Altri cercano il più profondo significato di tollerare. E capiscono che è difficile sopportare tutto questo. Esagerata come reazione, ma impossibile non reagire.
Maroni ha ragione? O hanno ragione loro, i "migranti di Rosarno", poco più (o poco meno?) che bestie da lavoro, sfruttate finché servono, e da cancellare non appena si ricordano di avere dei diritti identici ad ogni altro essere vivente?
La verità, come sempre, sta nel mezzo. Ma stasera questa pioggia non riesce a cancellare la sensazione che ci sia qualcosa di sbagliato in tutto questo.
Stasera questa pioggia non cancella la sensazione che la violenza nera che ha percorso le strade rosarnesi sia figlia unica e prediletta della nostra violenza. Quella di cui ci macchiamo ogni giorno chiudendo gli occhi e la bocca, passando accanto all'indigenza e lavandoci la coscienza con qualche gesto di elemosina. Cercando di cancellare con il silenzio la nostra incapacità di comprendere. E dunque di tollerare.
Ha ragione Maroni. Siamo tutti vittime di un'eccessiva tolleranza.
E non abbiamo neppure la dignità di ribellarci.
Commenti
lucia 08-01-2010 18:51
Stavo seguendo la tua nota su facebook. Ottimi molti commenti che vorrei riportare qui per dire come sei capace a scuoreìtere e andare dritta al punto. ti avrei raggiunta a rosarno oggi per farti autografare il tuo libro che mi ha scossa dentro proprio come questa nota. Ti aspetterò quando questa ignominosa vicenda avrà la oarola fine
Fatina 08-01-2010 18:55
Sono davvero ignorante e credulona, ignorante perchè leggendo il titolo della tua nota, mi ha preso un colpo al cuore, nel leggere" tutta colpa della tolleranza " e ha ragione Maroni, mi dicevo non é possibile una persona come Paola, fortuna che non mi si sono fermata. Paola,la tua nota fa capire molto bene la situazione che vivono quei poveretti, e da che parte stiamo andanto molti di noi, che pur avendo molto sappiamo solo lamentarci e la nostra politica, cavalca le brutte situazioni e ne approfitta, per propaganta politica, alimentanto sempre più odio per i poveri disperati e sfruttati lavoratori,condivido tutto quello che scrivi, e mi auguro che quelli del posto non si facciano prendere dall'odio per la reazione violenta che hanno avuto, gli emmigrati, ma capiscano che è ora che loro stessi si ribellano a chi é veramente colpevole di tutto questo, é ora di riprenderci tutti la dignità che ci spetta e smetterla con l'omertà.
ros 08-01-2010 19:02
mi hai commosso paola, sono con te e la penso come te.che "non"strana coincidenza.avresti dovuto essere lì, ma forse queste tue parole sono più "urgenti".
MARIELLA 08-01-2010 19:03
RAVA!
Se conoscessero il latino, i nuovi schiavi potrebbero ben dire "Quousque tandem...abuteris patientia nostra?"
Li si vorrebbe dei miti zio Tom su cui magari versare lacrimucce ipocrite e su cui riversare tutte le colpe di una realtà che ha ben altri responsabili...
Una guerra fra poveri...ma guardo Rosarno e penso a Castelvolturno...o a Ponticelli...
C'è chi costruisce le sue fortune e la sua ragion d'essere rullando la sua lingua sui tamburi dell'intolleranza, della paura, del razzismo...ed intanto padroni e padroncini usano i nuovi schiavi per un gioco al ribasso dei diritti e della legalità nel lavoro...
I have a dream...che i "poveri" si saldino in una legittima richiesta di diritti tutelati, e non, portati anche da comunicazioni drogate e droganti, a vedere nel più marginale chi toglie il lavoro, chi ha tutte le colpe del degrado economico, sociale, morale...
Ricordo un passaggio di Manzoni, relativo ai polli che Renzo portava in dono ad Azzeccagarbugli...Manzoni notava come i polli si beccassero tra loro "invece di beccare la mano che li avrebbe messi in pentola"...
Ecco io sogno appunto questo, che tutti i "polli di Renzo" inizino insieme a beccare quella mano...
Cosimo 08-01-2010 19:05
C'è più dignità in quei ragazzi di colore che si alzano alle 5 di mattina per 20 Euro al giorno, che in mille nostri commenti. Noi non ci indignamo più di niente. Dove c'è benessere, la lega ha creato una roccaforte con questi temi, Maroni lo sa bene. E' un copione ormai collaudato. Qui c'è gente come il sindaco di Riace, ma purtoppo viene lasciato solo. Non sappiamo più indignarci.
don Chisciotte 08-01-2010 19:06
Rosarno è il mio paese d'origine. Conosco la situazione nel profondo. La violenza non si giustifica, ma hai colto nel segno come sempre. L'eccessiva tolleranza di fronte ad episodi eclatanti di razzismo durante gli ultimi dieci anni hanno creato il clima incandescente che vediamo ora.
Ricordiamo però con forza che, gli immigrati, durante tutti questi anni, hanno avuto il maggior aiuto e sostegno dalla parte buona e sana di Rosarno e non dallo stato.
Le parole di Maroni sono ridicole. Specula politicamente.
Carla 08-01-2010 19:22
Ciao Paola, come tu sai io abito a pochi km da Rosarno e, posso affermare di conoscere bene la realtà di questo posto.
A Rosarno Slavi ed altri extracomunitari, senza considerare alcuni abitanti del luogo, hanno reso questa cittadina invivibile. Si sono creati dei veri e propri ghetti inavvicinabili.
E' vero molti di loro sono qui per lavorare onestamente, ma tanti altri no. E' vero che sono sottopagati, ma è pur vero che essendo clandestini sono pagati in nero e non pagano le tasse e, offrendo manodopera a prezzi stracciati, sono molto richiesti ed hanno tagliato fuori molti lavoratori locali che le tasse le pagano.
Perchè alcuni extracomunitari, pur facendo lo stesso lavoro conducono una vita quasi dignitosa ed invece altri non si vogliono integrare nella comunità , si isolano e fanno gruppo a se. Molti di loro sono spaventati, ma non è con la violenza e l'inciviltà che possono ottenere i loro diritti, sono povere persone che vivono nel sudiciume in uno stato pietoso, per alcuni di loro potrebbe essere una scelta di vita o forse di mala vita. Non vorrei essere fraintesa, io non sono contro l'inserimento degli extracomunitari nella nostra società, anzi un benvengano tutte le persone oneste e bisognose, ne ho aiutato parecchi e continuerò a farlo, ma a volte dai giornali e dai servizi televisivi non emerge la realtà per come realmente è, dei rosarnesi che vivono segregati per paura e che non escono di casa dopo un certo orario non si parla, non è questa una notizia altrettanto eclatante??? Io la colpa principale, se colpa si può definire, la darei agli abitanti e ai politici del luogo in quanto non hanno mai fatto niente per regolarizzare questa situazione invivibile che si è creata.
Cara Paola, a me capita spesso di andare a Rosarno per lavoro, di sera evito di frequentare quel paese ma per venire da te, avrei fatto un'eccezione mai da sola però. A presto.
Alessandro 08-01-2010 19:22
Li abbiamo aiutati... Chiudendo gli occhi mentre loro vivono come bestie, con l'unica colpa di cercare un po' di felicità come tutti gli esseri umani. Paola, vorrei che uno come Maroni leggesse quello che hai scritto. Ma alla fine sono convinto che non capirebbe. Spero, però, che tanti altri sentano nel profondo quello che ho sentito io scorrendo queste parole.
Rosy 08-01-2010 19:37
mi sento sempre più male quando penso a queste cose, e quando mi rendo conto della mia impotenza, da sola, nel provare a cambiare anche solo una minima parte di tutto questo
siamo diventati tutti talmente ciechi, ed egoisti, che non ci importa più niente di niente e soprattutto di nessuno
i discorsi che sento attorno a me, le cose che vedo, quelle che leggo, mi danno una orribile sensazione di "guerra tra poveri"; perché alla fine siano tutti dei poveracci; chi intento a sopravvivere, chi a difendere, con unghie e denti, il benessere materiale conquistato
e nel mezzo, si è smarrita l'umanità
lo so che suono come una stupida Cassandra, ma poiché non vedo ragionevolezza profilarsi all'orizzonte, ma il solito fatalismo, la solita rassegnazione, penso che solo un qualcosa di catastrofico potrà (forse) svegliare Rosarno, Reggio, Roma, Milano, l'Italia tutta, e forse ridare a tutti noi un minimo di senso comune, di aggancio a ciò che conta davvero, all'umanità.
mi sorprende moltissimo, mi fa schifo in realtà, vedere come moltissimi calabresi sono ben pronti a girare la testa dall'altra parte, ad accettare come ineluttabile caos, pericolo, rischi, soprusi, restrizioni effettive della propria libertà personale e dei propri diritti, se essi sono dovuti alla 'ndrangheta, ma appena è l'extracomunitario (o centinaia, migliaia di essi) a "minare la loro libertà", non lo tollerano, e si sollevano.
in una ridicola e ributtante guerra tra straccioni.
anche se noi viviamo nelle case, con l'acqua, il riscaldamento, e abbiamo la TV satellitare, l'iPod, il cellulare megagalattico etc
noi calabresi non ci meritiamo più niente; nemmeno più il diritto di piangere, di lamentarci; ammettiamolo; chi più colpevolmente, chi meno, abbiamo contribuito tutti, goccia dopo goccia, nel silenzio, nella paura, a che si instaurasse una "civiltà alla rovescia", dove sono dei barbari che aspirano a rolex, SUV strepitosi, abiti firmati, etc, a comandare.
d'altra parte, non possiamo nemmeno metterci a fare gli eroi, da soli, senza un reale ed efficace aiuto da parte dello Stato in questa guerra (sì, siamo in guerra), e se l'aiuto dello Stato consiste nella presa per i fondelli (tale è, un pannicello caldo, secondo me) dei 120 poliziotti + 6 magistrati in più, e nell'aggiunta del lemma "'ndrangheta" al codice penale o a chissà cos'altro, allora come faremo?