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31/03/2009 - Ultimi post

Come nasce la violenza? Perché non la vogliamo vedere?

Stella, Lucia Mongelli e le mogli dell'Afghanistan

La "storia nelle storie" che più ha colpito chi di voi ha letto, in questi primi giorni di presenza in libreria, IUS SANGUINIS, e mi ha onorato dei propri commenti, è quella di Stella.
Anche Stella, il cui racconto si snoda in poche pagine di IS I (pagg. 46-55, per essere precisa), nasce in qualche modo da notizie di cronaca che mi hanno portata ad utilizzare la narrazione per cercare di capire come nasce e da cosa si alimenta la violenza più brutale, quella animalesca.

Stamattina le cronache nazionali riportavano due notizie che ho letto una di seguito all’altra, e non sono più riuscita a scindere: la legalizzazione dello stupro nelle famiglie afghane e il racconto della violenza subita, per venticinque lunghissimi anni, da Lucia, trentaquattrenne di Torino. Ora, forse, libera dalla schiavitù sessuale del padre e del fratello. L’eco di Kabul è ribaltata immediatamente nel web, nei blog e in quel Facebook da tempo sotto processo, che invece si sta rivelando un’ottima agorà virtuale di discussione e di sensibilizzazione. Di Lucia Mongelli e dei suoi aguzzini “di famiglia” neppure un rigo. Durante la giornata la notizia è stata tolta anche dalla home page dei principali siti giornalistici.
Ho fatto notare, entrando in discussioni virtuali altrui, quanto ribadisco ora in questo blog: la strana coincidenza temporale. Le prime reazioni, che hanno ritardato la messa in linea di questo pensiero più articolato (spero), mi hanno confortata come essere umano, come cittadina italiana e come donna. Forse, mi sono detta, sono finiti i tempi in cui Jodie Foster doveva raccontare, con il suo “Sotto accusa”, l’estrema facilità della trasformazione da vittima in imputata.

Il dibattito è continuato “in privato”: ho ricevuto un numero inaspettato di messaggi e di e-mail in cui molti di voi, primi lettori del neonato IS, hanno voluto rappresentare similitudini proprio con la storia “laterale" di Stella.
Stella non è uno dei personaggi principali di IUS SANGUINIS, eppure la sua storia di violenza ha già catalizzato molte attenzioni.
Stella era il mio modo per raccontare, con una storia cruda e diretta, come la violenza possa diventare bestiale, come possa essere accettata e non compresa, quasi cercata da una vittima incapace di ribellarsi al suo “macellaio”. Stella come Lucia, come le tante donne che dentro e fuori dalla Calabria si arrendono ancora prima di decidere di lottare per la propria libertà. Come le donne afghane che vengono disarmate per “forza di legge”.

Stella, dunque. La sua storia ha scosso la maggior parte voi, "miei" primi lettori. L’unico rimprovero che ha seguito le amare riflessioni sulla vicenda raccontata è stato unanime: queste cose succedono ovunque. Perché hai voluto dargli una così forte tipicizzazione calabrese?
La mia conseguente domanda è una, una sola, che pongo a me stessa prima che a voi. Perché siamo così sensibili e indignati di fronte alla barbarie che costantemente anima le cronache di Paesi “altri” e preferiamo archiviare nel silenzio la stessa barbarie quando mortifica, in casa nostra, i più basilari concetti di civiltà? Si tratta dell’evangelica storia della trave e della pagliuzza o invece c’è qualcosa di più profondo che non riusciamo a vedere, proprio come la trave nei nostri occhi?



Commenti

Luca 31-03-2009 19:49

Devo essere uno dei citati nella tua nota , visto che ti ho già dett ocosa fare i io : l'unica soluzione è una p ena esemplare e cruenta come la castrazione chimica .
Mi hai già fatto notare che è ancora più animalesca e brutale dello stupro ma forse è l'unico mezzo per far capire a quei macellai visto che non lo capiscono da soli che non si può nemmeno pensare di farlo .


ciccio 31-03-2009 20:03

personalmente ritengo lo stupro un crimine bestiale, e davvero (scusate la cattiveria) ucciderei chi commette questi reati..
Purtroppo, ciò che ha detto paola è vero: in italia, chi commette questo reato, non è punito come dovrebbe essere...
La Soluzione?
Chiamatemi pazzo, ma sono d'accordo x la castrazione di cui parla luca.... NON chimica....
Ma lenta e dolorosa...


laura 31-03-2009 20:04

scusate ma la domanda non era questa
mi sembra che sia stato chiesto di capire cosa non ci fa vedere al di là dei nostri occhi
è vero che sembra assurda una pena come quella proposta
ma è anche vero che se succedesse a mia figlia lo vorreei fare con le mie mani
forse è vero che sentiamo la trave solo quando ci dà sprangate in testa


Martina 31-03-2009 20:47

Infatti anche io di torino non avevo visto nulla ma dell'afganistan tutto il possibile compresa l'intervista alla mussolini che ci rivela che è stupro legalizzato . Anche lei tutta tesa a non vedere che proprio quì c'è di tutto e che anche lei non ha fatto che parlare senza risultati sullo stupro . Grazie di continuare a farci pensare con le tue provocazioni......mi piace tanto questo ping pong tra FEISBUK e il resto del web .
A proposito non conoscevo il tuo sito ma è fatto proprio bene


Mario Congiusta 31-03-2009 21:38

Ma perchè girare intorno ad un problema senza affrontarlo?
Castrazione chimica? Non esiste questa pena nel nostro codice.
Se succedesse a mia figlia? Certo che le può succedere,non esiste il vaccino antistupro.
Il problema è uno,anche se prendono gli stupratori,escono e continuano a stuprare.
CERTEZZA DELLA PENA COME EDUCAZIONE SOCIALE,QUESTO SERVE!
Scrivete al Ministro Alfano:callcenter@giustizia.it
se volete che non succeda a voi ed alle vostre figlie.
Le donne si amano non si violentano.


Lo 01-04-2009 01:00

Ho visto stamane i titoli di entrambe le notizie su un quotidiano on line. Non sono andate oltre i titoli, in entrambi i casi. Ma mentre x l'Afghanistan non sono andata nemmeno oltre il sentimento di condanna a priori - è un Paese troppo "retrivo" xkè si possa pensare di incidere in qualke modo - la news di Lucia mi ha toccata fin nelle viscere. Ed ho evitato i particolari xkè purtroppo la cronaca li ha resi noti in milleemille altri casi. In Italia come altrove (pensiamo, più di recente, al padre-mostro austriaco Josef Fritzl). La cruda verità è una sola: nel 2009, con le pari opportunità e tutte le altre menate del genere, il dato di fatto è: donne e minori sono "prede" di una società ke ha del tutto smarrito il senso della famiglia, la tutela dei più deboli, il rispetto x la vita e la dignità umane. Io, purtroppo, resto dell'avviso ke l'"animale umano" è il più crudele del Creato. L'unico ke si accanisce contro la prole, ke stupra x il piacere di farlo, malato fino al midollo. Sono credente e questo rende ancora più duro comprendere: come si fa a leggere dello stupro di una bimba di 9 anni e della condanna, da parte della Chiesa, del ricorso all'aborto? Il tema è così vasto ke non basterebbero viteevite x affrontarlo. Il brutto è ke accanto a queste donne stuprate, ai minori violentati in famiglia, ci sono sempre altri soggetti (e parlo soprattutto di donne....) ke girano le spalle, fingono di nn capire x sfuggire la macabra realtà. Finkè ciascuno di noi volgerà lo sguardo da un'altra parte...nn credo ci siano molte speranze x il genere umano.


Angelo 01-04-2009 18:06

Sig.Mario Lei ha ragione.HO mandato appena HO letto la sua ricchiesta la mail al ministro mio omonimo.Speriamo che serve a qualchecosa


Gabriele 01-04-2009 19:21

Anche se l'italia ha abolito la pena di morte e tanta gente ne e' ancora assolutamente convinta, mi piacerebbe vedere quanta gente invece vorrebbe reintrodurla almeno per quei orrendi reati come lo stupro ,la violenza sulle donne , la pedofilia, gli omicid,i gli attentati terrorristici

Non so se e' possibile ma penso che neache con un refferendum ( con tutti quei buonisti dal c...zzo che ci sono in giro non te lo permetterebbero nenche) si riuscirebbe a reitrodurla


Francesco 04-04-2009 16:37

L'ho letto in meno di due giorni . Una botta nello stomaco .Lei è riuscita a spogliare completamente la nostra regione dai pregiudizi a<darci uno spaccato reale delle nostre miserie e anche-incredile a dirsi visto che è piemontese-a insegnarci la strada per amarla .
Come dice il sottotitolo c'è rabbia e impotenza ma c'è anche tanta speranza in questa punta dello stivale


maria teresa 04-04-2009 16:48

Carissima,possiamo darci del TU?
Ho letto giovedi' la tua lettera sul quotidiano e mi hai incuriosita. Avevo gia' visto le recensioni e il servizio al tgtre sul tuo libro ma pensavo che era un'altra cosa.
Oggi mi sono messa alla ricerca di questo sito e ho letto tutto quello che potevo leggere.Tranne il tuo libro,che correro' subito a comprare.Le cose che dici toccano dentro e spero di trovarle tutte nella tua opera.Abbiamo trov ato,forse,la versione femminile di alvaro?Non lo auguro a te,ma a noi,da troppo tempo senza punti di riferimento


francesco 06-04-2009 19:36

Come nasce la violenza?
Dalla mancanza di fratellanza, di amore verso il prossimo, chiunque esso sia.E in un contesto del genere purtroppo "germoglia" e trova "linfa" il seme della violenza. Che non è "scolpito" nel Dna. Ma la conseguenza di quello che seminiamo.Preoccupati solo di "apparire" di fronte ai drammi facciamo poi come gli struzzi. Per quanto ancora?


Nuccia 09-04-2009 19:05

franceco ci piace tanto essere e rimanere struzzi ! Non è mancanza di fratellanza o di amore è solo puro egoismo come quello che ci ha spinto a fare tutti i tristi per l'Abruzzo e poi a voltare la pagina perche' non ci piace piu' vedere quei poverini sono loro che stanno male non noi che cosa ci rompono le scatole prima dopo e durante i pasti ?
francesco che tristezza !


francesco bol 13-04-2009 17:41

Certo, che tristezza! E dopo? Spogliamoci di questo "velo" ed incominciamo a fare qualcosa. Senza eroismi, cominciando dalle piccole cose, dalla famiglia, dal lavoro, etc. Tenendo bene a mente, chi vuole, un passaggio semplice quanto profondo:"Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi". Ci costa troppo?


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