20/04/2009 - Ultimi post
I VOSTRI COMMENTI SU IUS SANGUINIS - commenti@iusanguinis.net
Un mese e mezzo: tanto è passato dalla disponibilità in libreria di ius sanguinis. E da allora mi arrivano costantemente i vostri commenti. Tanti, molti più di quanti potessi immaginare. A volte mi chiedete specificatamente di non pubblicarli, altre li pubblicate voi direttamente su Facebook, su aNobii o au altri social network "in chiaro". Altre volte ancora non vi pronunciate sulla loro usabilità. Bè, io vorrei pubblicarli tutti, ma forse sarebbe troppo.
E non solo per ragioni di spazio o di privacy: spesso il vostro affetto nei miei confronti è tale da farmi pensare che la pubblicazione delle vostre parole potrebbe far pensare ad una vanagloria personale che (ben lo sa chi mi conosce) non mi è mai appartenuta.
Eppure mi preme darvi un piccolissimo aperitivo di quanto mi fa gioire ogni giorno. Ogni volta in cui scarico la posta o entro nella mia bacheca di Facebook e vi leggo. I tantissimi di voi che non si ritroveranno in questo elenco (il cui ordine è rigorosamente cronologico, e sarà completato nel corso del mese per essere poi implementato quotidianamente) sappiano che la scelta della non pubblicazione dipende soprattutto dal mio pudore, ma che ho apprezzato enormemente ogni vostra parola. Siete voi a dare un senso ed una direzione a ciò che ho scritto. Siete voi a restituirmi continuamente quelle emozioni incredibili che ho provato durante la prima stesura.
Grazie a tutti e a ciascuno.
Luciana De Marco
Le macchine. Come ti sono venute in mente le macchine? Il tuo racconto -perchè è uno solo intrecciato, non sono quattro racconti come mi aspettavo, ma un unico racconto condiviso da quattro protagoniste molto simili- ti toglie il fiato e poi ti calma i battiti. Ti fa venire voglia di leggerlo lento lento perchè non deve mai finire ma poi ti spinge sull'acceleratore, proprio come quello di Federica, per arrivare in fondo, per vedere quella luce. Ma come ti sono venute in mente le macchine? Spettacolare. Sono un'insegnante, e credo che questo libro dovrebbe essere adottato in tutte le scuole non solo della Calabria. Complimenti perchè tu vedi quello che noi non vogliamo vedere e ci costringi a vederlo. E se lo vediamo una volta non possiamo più far finta che non esista. Complimenti complimenti complimenti (16 marzo)
Mimmo Martino
Per risarcire ciò che hanno combinato i piemontesi da queste parti servirebbe veramente molto, ma Tu, col Tuo lavoro, in parte, ci riesci Carissima. Il Tuo libro è SEMPLICEMENTE un autentico gioiello! Grazie Paola! (22 marzo)
Paola Suraci
Ciao Paoletta, sto leggendo la tua creatura, complimenti più leggo e più mi viene da andare avanti ma nello stesso tempo non voglio finire. (23 marzo)
Nicola Iervasi
Ho ricevuto da un amico l’invito per la presentazione del tuo libro a Siderno.
Ovviamente non saro’ in grado di parteciapre ma ho cercato subito informazioni e dopo aver letto i brevi estratti della presentazione, quasi senza pensare, di istinto stavo gia compilando il modulo di acquisto.
Io non conosco le persone e le storie di cui parli nel libro, solo per sentito dire, in quanto costituiscono fatti di cronaca, ma ho sentito a pelle il dovere di comprarlo.
Non vedo l’ora di leggerlo, di venire a conoscenza dei dettagli del tuo punto di vista.
GRAZIE per la sensibilita’ che ti ha spinto a voler trattare della nostra “Bellissima Terra maledetta”
GRAZIE per il coraggio di “doverne” parlare
GRAZIE per questa opera letteraria che sono sicuro lascera’ il segno nei nosti animi (lo ha gia lasciato nel mio)
Ti auguro un enorme successo (24 marzo)
Ercole Scorza
Ho iniziato il tuo libro, ho letto la prima IS Alice...
Immaginando come andasse a finire (con la scrittura accompagni) volevo non finisse mai. (31 marzo)
Fabio Macrì
Non volevo leggerlo. L'ho comprato per i tanti articoli usciti ma non volevo leggerlo.
Poi ieri sera l'ho aperto, ci ho fatto mattina. L'ho finito nel pomeriggio e appena arrivato a casa ho cercato questo sito e una mail per dirle quanto incredibile è tutto quello che ha scritto. Avrei tante domande da farle. Vorrei sapere chi è GIGI se Alice è vera se Roberta pensa davvero quello che ha scritto. Vorrei che lei mi spiegasse come si fa a raccontare così bene il paradiso senza parlare di DIO. Vorrei parlare con lei di questa mia CALABRIA che lei conosce meglio di me meglio di noi calabresi.
E vorrei dirle grazie. Perchè stasera dopo aver letto questo ius sanguinis che patisco da sempre ho capito che posso anche io fare qualcosa. Che devo farlo come dice Roberta. Devo capire cosa ma lo farò. Grazie, GRAZIE.
PS mi creda è un caso non è un pesce di aprile ma non posso aspettare domani per inviarle questa mail (1 aprile)
Katia Colica
Finito adesso. Credo di non aver letto mai così lentamente un libro salvo in rarissimi casi: castelli di rabbia, sostiene pereira e le
notti bianche. Questi mi vengono in mente.
è quell'ansia di perdere tutto ke ti rallenta e ti fa scegliere questa via lenta ma di certo non comoda, perkè la fame di capire è sempre viva e totale. ma noi affamati, tossici per molti versi, sappiamo come dosare... :-)
niente complimenti, solo un grazie.
spero di conoscerti presto; quel pomeriggio ti ho lasciata in mezzo aquello splendido delirio, ho visto la genuinità di una ragazza persa nella confusione di un empatia così spessa da tagliarsi a fette... nonavrei mai potuto privarmene... non capita spesso d vedere persone così vere (6 aprile)
Gio Lo Giudice
Carissima, quale differenza tra un libro da leggere così e un libro che ti lascia la voglia di rileggerlo e rileggerlo e rileggeerlo?
Leggo molto forse in questo non sono un vero calabrese . Leggo di tutto anche tanta porcheria . Mi ha consigliato il mio libraio questo tuo (posso darti del tu, visto che sono quasi tuo coetaneo?) romanzo ma non ha saputo spiegarmi perche' dovevo leggerlo . Tu prendilo e poi mi dici ha detto . L'ho preso ma dico a te prima che a lui . Avra' i miei ringraziamenti . Ma tu meriti i miei complimenti . Vorrei dirti cosa mi e' piaciuto di piu' ma sarebbe come isolare un pezzo di stoffa preziosa dall'abito da sposa delle tue Cenerentole . Perderebbe senso l'abito e la Cenerentola . Certo ci sono passi incredibili come quello di Stella divertenti come il vespasiano forti come la denuncia del silenzio lievi come il lungomare di Alice . Ma non puoi isolarli . Fanno parte di un tutto in cui le storie si sfiorano come dici tu e non si toccano ma si intrecciano con i lupi e con la superficie mondana del nulla che non potevi raccontare meglio . Non so se e' un caso e non scriverai piu' o se stai gia' lavorando al prossimo . Ma so che posso dirmi orgoglioso perche' finalmente anche la Calabria puo' dire di avere un pezzo forte di letteratura . Complimenti ancora . Vado a ringraziare il mio libraio . Magari un giorno lo conoscerai di persona . (6 aprile)
Angela De Sanctis
Lo sapevo che era bello ma adesso che l'ho finito lo voglio rileggere senza l'ansia di vedere come va a finire - sono certa di essermi persa qualcosa nella rabbia compulsiva di trovare le risposte - ora le ho - le abbiamo dentro tutti noi - grazie a lei
Lo rileggerò con calma con gustarlo e la disturberò ancora per dirle tutto e più di tutto - ma non sarà mai tanto quanto ha detto lei (9 aprile)
Carlo Sesso
La scelta di romanzare la triste e squallida realtà di questa nostra terra è un valore aggiunto incredibile. Coinvolgente e avolte illeggibile per la sua crudezza così aderente alla nostra quotidianità a volte poetico e fine con picchi di letteratura di altissimo livello. Tutto bello e intenso ma la cosa che ho amato di più è stata la pece che ha sepolto con la citicar le nostre coscienze . Aspetto il secondo . (11 aprile)
Giovanna Nucera
il libro l'ho praticamente letto tutto ieri sera ma conto di rivederlo con calma. Complimenti, è davvero intenso, pieno di contenuto e curato nei dettagli a cominciare dalla grafica. Sembrerà banale ma,mi è rimasto impresso il paragone della convivenza forzata nella nostra realtà territoriale "con le scarpe strette, dolorosissime, alla punta". E' un paragone azzeccatissimo... Il finale, poi, fa molto, molto, riflettere. Ancora complimenti xchè scrivere un libro così non è cosa da poco, e tantissimi auguri di buona Pasqua. (11 aprile)
Sergio La Grotteria
Cara Paola, uno spaccato economico e sociale che neanche cento indagini e/o commissioni di qualsiasi tipo riusciranno mai a raggiungere nè a comprendere.
Nel tuo libro c'è la chiave, per chi la sa leggere, della svolta politica che manca alla Calabria. Quella che da anni Ayala - rammaricandosi di vivere - chiede e continua a chiedere per la Sicilia.
E' un vademecum per le giovani generazioni affinchè comprendano che il comportamento quotidiano può modificarsi e migliorarsi.
E' tant'altro riferito ad una politica che per comodità ed inerzia intellettuale continua ad avvitarsi su se stessa senza dare le risposte, se non a se stessa.
E' tanto altro ancora e se vorrai presentarlo, sono a disposizione per contribuire alla riconciliazione tra chi deve essere aiutato a scendere dal piedistallo senza cadere (come i medici) ed i pazienti che devono finirla di fare gli ammalati ed innalzare piedistalli.
C'è tanto altro ancora ed ancora ed ancora. (13 aprile)
Rita Pardo
Carissima, ho scritto e riscritto la mail che ti volevo mandare perche' ogni volta mi sembrava superficiale quello che veniva fuori rispetto alla potenza di ogni tua parola. Alla fine ho capito che non riuscivo a esprimere quello che avevo dentro perche' era troppo forte rispetto alle emozioni che ho vissuto leggendo il tuo libro. Vorrei chiederti tantissime cose su ciascuno dei tanti passaggi che ho dentro di me ma non so da dove iniziare. Così mi prendo tempo che mi servirà a mettere meglio a fuoco ma intanto ti dico solo che grazie a te ho sentito i profumi del lungomare di Reggio Cal. e della culla di Federica, ho perceppito la finzione blu cobalto del mondo politico di plastica, ho respirato l'amore di Roberta per suo fratello e per la vita. Grazie a te ho capito che in ogni cosa anche la piu' amara c'e' qualcosa di buono. Grazie a te... grazie, carissima (13 aprile)
Francesco Morabito
Egregia scrittrice, le confesso che quando sono arrivato alla fine del pezzo del filosofo della sua prima storia ho chiuso il libro con rabbia. Come si permette questa -mi sono detto- di arrivare dalla Sabaudia e descriverci così? Noi siamo diversi urlavo tra me e e me .Noi non facciamo questi ragionamenti.Ovviamente ho abbandonato la lettura con la stizza di averne speso i soldi per comprarlo. Mi sono ripromesso di non farmi più condizionare dalle buone critiche di amicie di giornali.
Questo succedeva poco dopo la sua uscita.Metà marzo,più o meno.
A Pasquetta mi sono trovato con i m,iei soliti amici e qualche amico nuovo . Una giornata divertente fino a un certo punto.Quando due tipi che conoscevo solo di vista hanno iniziato a parlare di alcune ragazze. Con le stesse parole e la stessa superficialità del filosofo. La stessa idiozia. Lo stesso senzo di appartenenza . Ho provato a farli ragionare ma ci siamo sciarriati. Sono tornato a casa con l'inquietudine che mi faceva pensare di essermi perso qualcosa e ho ripreso in mano Ius sanguinis .
L'ho finito venerdì ma ho avuto bisogno di un po' di tempo per farlo stabilizzare dentro . E adesso le devo chiedere scusa perchè lei ha capito prima di me e prima di tanti miei concittadini come siamo fatti . Lei ha saputo descrivere le nostre stortagne insieme alle nostre bellezze e lo ha fatto con un amore che è incomprensibile anche a me . Il suo romanzo è il nostro specchio la nostra coscienza . Lei ha tolto quegli scudi di cui parla per bocca della povera Federica . Siamo noi a dover capire che gli scudi sono pensanti e dobbiamo abbassarli . Lei ce li ha fatti vedere e ci ha spiegato quanto è tutto più semplice senza . Mi scusi ancora e grazie davvero .
Lei parlava dei suoi pregiudizi . Forse noi ne abbiamo molti di più. (19 aprile)
Commenti
francesco bolognese 18-04-2009 21:09
Ottimo lavoro, complimenti. A quando il prossimo?
Elio Belcastro 23-04-2009 20:48
Cara, capisco che il mio commento è molto lungo e molto "a tappetino", ma mi piacerebbe leggerne almeno una parte perche' l'ho scritto col cuore e peno davvero che lei abbia scritto una cosa meravigliosa
Manuela S. 12-05-2009 11:51
Ripeto a chiare lettere quello che le ho scritto nella email e che non trovo tra i comenti anche se capisco che era un pò lungo sembrava quasi un romanzo (-:
ius sanguinis è energia allo stato puro è una scossa elettrica che ti trapassa e che non ti lascia respirare è un romanzo d'amore e di rabbia che ci insegna la speranza e la necessità di buttare nel cassetto le nostre paure e cercare di fare qualcosa è il modo giusto per raccontare la mia regione la nostra regione così bella e così diperata
Francesco 26-05-2009 17:23
C'è chi ha scritto, come Olivero nel sito di Repubblica.it, che la Bottero ha trovato una delle più belle metafore per descrivere la Calabria. C'è chi continua a soffermarsi sulla sua piemontesità, che renderebbe ancora più assurda la sua capacità di introspezione e di comprensione di una regione così lontana dalla sua cultura. C'è chi continua a citare la sua frase sul silenzio, spingendo a leggere la parte in cui parla della 'ndrangheta come cancro che uccide, come lupo che preserva l'ambiente.
Ho letto molte recensioni prima di convincermi a comprarlo.
Mi sembrava il classico libro costruito a tavolino per fare un po' di rumore. Invece è davvero un colpo allo stomaco, delicato nel ricostruire l'umanità dei suoi splendidi protagonisti, cinico e realistico all'inverosimile nella parte in cui ricostruisce l'autoreferenzialità della politica locale, duro e coraggioso quando urla la denuncia e la voglia, il bisogno di cambiare.
Dovrebbero adottarlo nelle scuole calabresi per insegnare come si dovrebbe e come non si dovrebbe essere. Dovrebbero adottarlo nelle scuole nazionali per far capire che in Calabria non c'è solo tanta criminalità e tanto malaffare: c'è tanto, tantissimo amore, tanta, tantissima voglia di cambiare, che vengono fuori da ogni pagina di questo romanzo incredibile.
maledettaprimavera 13-08-2009 13:45
la parte relativa all'omicidio di Gianluca Congista è un plagio. Quella è la lettera scritta dalla sorella Roberta. Altro che versione romanzata. Ha utilizzato qualche virgolettato e sinonimi e contrari. Che furbata. Si ingannano le persone che soffrono un lutto profondo per interessi propri.
Ercole 27-09-2009 19:27
sono ancora qui..
non ho ancora finito.
non so quando tornerò
Paola Bottero 06-11-2009 23:49
Non credevo di dover rispondere ai commenti. Mi aspettavo critiche che non sono arrivate, e molti meno complimenti dei quali invece vi ringrazio tutti, uno per uno. Molti, come avrete notato, non sono stati pubblicati: per quanto speciali, le lusinghe mi riempono il cuore, ma sono convinta che siano un cibo dell'anima da consumare in silenzio, lontano dalle luci della ribalta.
Invece trovo questo bel post di tale "maledettaprimavera", che preferisce rompere il silenzio dall'alto di un nick anonimo, dimostrando di non aver neppure provato a leggere il libro (il tuo commento, carissima/o, contiene errori così marchiani da dimostrarlo senza ombra di dubbio).
Sono abituata a dire esattamente ciò che penso, per cui credo utile ricordare, come hanno fatto più volte pubblicamente le due protagoniste (esistono anche i video, oltre che i relativi articoli), che IUS SANGUINIS è stato pubblicato proprio per la richiesta insistente di Roberta e Mary. Roberta mi ha convinta dicendomi di aver ritrovato se stessa e suo fratello non solo nel virgolettato (che, in quanto tale, tutto è fuorché un plagio: credo che un dizionario sia a portata di tutti, anche di una primavera, maledetta o meno che sia), ma anche in tutto il racconto, purtroppo ben distante dall'essere romanzato, visto che è un triste spaccato della realtà in cui la famiglia di Luca si trova dal 24 maggio 2005. Mary mi ha convinta dicendomi che la sua Federica riviveva in quelle pagine, e quante più persone leggeranno il libro, tanto più le sembrerà di poter avere ancora accanto sua figlia.
Detto questo, mi rendo conto quanto sia facile parlare e giudicare. Quanto sia facile confondere quello che per sé sarebbe trasformato in un "interesse proprio" con la semplice voglia di raccontare uno spaccato di questa contradditoria Calabria. Anche questo, forse, è ius sanguinis.